IoT: una minaccia per i data center?

Secondo Gartner entro il 2020 gli oggetti intelligenti collegati alla rete nella Internet of Things saranno circa 26

Secondo Gartner entro il 2020 gli oggetti intelligenti collegati alla rete nella Internet of Things saranno circa 26 milioni: per le aziende ciò implicherà sicuramente un miglioramento operativo, ma per i dirigenti dei data center si tradurrà in una serie di scelte riguardanti il tema sicurezza.

Gli analisti di IDC nel Worldwide and Regional Internet of Things 2014-2020 Forecast, hanno previsto che il mercato globale della IoT raggiungerà i 7,1 miliardi di dollari entro il 2020 (cifra che nel 2013 si attestava a 1,9 milioni). La crescita investirà l’IT di un nuovo carico di lavoro, dando vita a un nuovo modello di data center.

“L’enorme numero di dispositivi moltiplicherà volume, velocità e struttura dei dati relazionati all’affermarsi della Internet of Things – spiega Joe Skorupa, Vice President e Distinguished Analyst di Gartner -. Questo rappresenterà una sfida soprattutto per quanto riguarda sicurezza, dati, gestione dello storage, server e data center, ovvero ovunque siano in gioco processi aziendali da gestire in tempo reale”.

Con il dilagare della IoT saranno diverse le sfide che la sicurezza IT dovrà affrontare. La prima è rappresentata dalla raccolta e dalla memorizzazione dei dati. Secondo una previsione condotta dagli analisti di ABI Research, il volume di dati acquisiti dai dispositivi intelligenti collegati alla IoT sta crescendo: nel 2014 erano 200 exabyte (1 miliardo di gigabyte) ma nel 2020 le stime parlano di oltre 1.600 exabyte – 1,6 zettabyte. Questo scenario dovrà spingere i responsabili dei data center a prendere in considerazione l’acquisto di nuovi sistemi di storage e integrare array di storage nelle architetture di sicurezza per ridurre potenziali minacce.

Tutti i dati richiedono un’efficiente protezione. La crittografia end-to-end sarà una delle armi strategiche nel contrastare i nuovi pericoli per la sicurezza IT della Internet of Things. Occorre esaminare le applicazioni nuove e quelle già esistenti in azienda, andando a integrare funzioni di crittografia e di key management, per poi distribuire adeguati strumenti di gestione che mettano lo staff in condizione di seguire policy di utilizzo accettabili.

La standardizzazione nel futuro

Le interfacce standard saranno in grado di rispondere alle minacce rappresentate dalle nuove tecnologie, collegando i diversi sistemi IoT. Fondato nel 2014 da AT&T, Cisco, GE, IBM e Intel, l’Industrial Internet Consortium ha assunto un ruolo guida nello sviluppo di standard IoT. Il gruppo, che conta oltre duecento membri di ventisei Paesi, sta sviluppando diversi standard per specifici dispositivi (come le attrezzature mediche e le automobili).

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